06 febbraio: Thank God Londra è nel caos

Si potrebbe imparare qualcosa dalla giornata di ieri – e di oggi – a Londra. È successo che nel piano di rinnovamento della rete metropolitana della città – pare che dal 2015 ci saranno treni 24 ore su 24 nel finesettimana! – sia prevista la chiusura dei Ticket Office in tutte le stazioni; al loro posto delle semplici macchine col conseguente taglio di circa 1000 posti di lavoro – i 953 dipendenti addetti per l’appunto alla vendita dei biglietti. La reazione del sindacato RTM (Rail Maritime and Transport Workers Union) non si è fatta attendere: hanno indetto 2 scioperi di 48 ore l’uno a distanza di una settimana su tutta la rete metropolitana di Londra (più di 1 miliardo di persone trasportate all’anno, 3 milioni e mezzo al giorno), il 5-6 e il 12-13 febbraio. E hanno mantenuto la parola data. Ieri – e presumibilmente anche oggi – più di un terzo delle stazioni erano completamente chiuse, così come la parte centrale di quasi tutte le 11 linee; i pochi treni che circolavano erano presi d’assalto e comunque avevano frequenze superiori ai 10 minuti (per capirsi, normalmente passa un treno ogni due minuti); gli autobus, comprensibilmente affollati, avevano ritardi tra mezzora e un’ora a causa dell’incredibile traffico; è stata stimata una perdita economica di circa 200 milioni di sterline a causa dei disagi e ritardi. Per quanto Johnson e Cameron abbiano criticato lo sciopero come “senza senso” e “vergognoso”, è possibile che Boris cercherà di evitare il ripetersi del caos la settimana prossima cercando una mediazione con i sindacati. Lo sciopero di questi giorni è ammirevole per tanti motivi. Lo è stato per la fermezza del sindacato nel dar seguito alle proprie minacce. Lo è stato perché ha reso evidente a tutti che Londra non può fare a meno della Tube; e perché la maggioranza dei londinesi, almeno a giudicare da twitter, ha capito e se l’è presa col sindaco, non con i lavoratori. È stato uno sciopero ammirevole in quanto parte della lotta più generale contro l’onnipresente meccanizzazione e deumanizzazione dei servizi: chi pensa che una macchina sia sempre e comunque più efficiente o moderna dell’uomo solo perché non prende stipendi e non protesta ha un’idea profondamente sbagliata del futuro. Lo sciopero selvaggio in una delle città più educate del mondo – le file di chi aspettava l’autobus sono lì a dimostrarlo – è ammirevole perché dimostra che esistono ancora valori per i quali vale la pena di manifestare e che c’è spazio, sempre, per la lotta politica durissima ma non violenta.

Adriano Mancinelli – @Admancinelli

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