27 gennaio: lo spread italico

Qualche giorno fa tutte le agenzie stampa comunicavano l’ennesimo bollettino di guerra del Belpaese onesto: in un anno 5 miliardi di danni all’erario, 3500 finti poveri e centinaia di falsi invalidi per un totale di una media di 12 reati al giorno contro la pubblica amministrazione. (Dati della Guardia di Finanza)

Se i libri di storia racconteranno questi anni come quelli dell’annosa guerra allo spread, che imponeva ai governi di minoranza, di maggioranza, di larghe intese o di convergenze parallele, l’utilizzo della scure da macellaio sulla spesa pubblica (e lo stato sociale) o l’aumento delle tasse, qual è il vero spread? Il differenziale tra i titoli di stato italiani e il bund tedesco, oppure la forbice che ci separa dall’onestà e le virtù civiche?

L’evasione fiscale è in neo storico che tutti i governi dicono di mettere tra le priorità assolute. Sarà, ma i dati sono impietosi. A questo proposito viene in mente quella ricca signora della Roma “bene” che è riuscita nell’impresa titanica di nascondere al fisco 1243 appartamenti (1243!). Tanti immobili possederebbe “in nero” la regina dell’immobile capitolino Angela Armellini.

Truffe al Sistema Sanitario Nazionale, utilizzo improprio dei fondi europei, una sfilza di reati di peculato, corruzione, concussione e abusi di ufficio, tutti reati contestati a funzionari pubblici e impiegati dello stato. Qui il pensiero va ad un uomo per cui “è sempre Pasqua”, il factotum Mastrapasqua. Non solo guadagna più del presidente Obama, ma presiede l’Inps e Idea Fimit, è vicepresidente di Equitalia e siede nei collegi sindacali di una ventina di società private. Roba da cloni oppure per chi ha il dono bionico di non avere bisogno di dormire. Nel paese che non conosce conflitti di interesse potrebbe a questo punto fare il ministro. “Tra le altre cose” dirige l’Ospedale Israelitico, dove secondo notizie dell’ultim’ora risulterebbe indagato a causa di alcune cartelle cliniche truccate per gonfiare i rimborsi.

Qual è lo spread con la civiltà allora? La risposta la conoscono tutti, solo che è più forte di noi, in Italia è così. Servirebbe Robin Hood? Pare di si, perchè i ricchi sono sempre più ricchi sulle spalle dei poveri sempre più poveri, gli onesti.

Tullio Filippone

@TG_Filippone

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2 thoughts on “27 gennaio: lo spread italico

  1. […] anche questo lo “spread italico” di cui scriveva il mio amico e collega su questo blog qualche giorno…. Quel senso di disprezzo per la legge, quel menefregeghismo intriso di furberia che troppo spesso […]

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