26 gennaio: l’altro Olocausto, per non dimenticare

Domani è la Giornata della Memoria.

Per ricordarci sempre la più grande atrocità della Storia, il momento più basso dell’evoluzione umana, il degrado della politica, la follia.

Due terzi della popolazione ebraica d’Europa sterminata nei modi più mostruosi. Perché è avvenuto qua, sulle nostre terre, nel continente che un tempo era il faro della civiltà, e che l’aberrazione del nazifascismo ha trasformato nel più grande buco nero della Storia.

E’ impossibile sapere il numero preciso delle vittime dell’Olocausto. Tutti conoscono la cifra di 6 milioni di “stelle gialle” uccise, ma si stima che in totale siano stati trucidate almeno 12 milioni di persone. Anzi, gli studi più recenti parlano anche di 15-20 milioni.

Questo vuol dire che gli ebrei rappresentano “solo” la metà di questo genocidio.

E spesso quest’aspetto viene tralasciato, per far risaltare esclusivamente la Shoah, e magari, purtroppo, strumentalizzarla per fini politici.

Perché sono morte altre milioni di persone, tra cui:

  • Rom, zingari, e Jenisch – tra 200’000 e 1,5 milioni,

  • portatori di handicap o con altri disturbi mentali – tra 100’00 e 200’000,

  • prigionieri di guerra sovietici – almeno 3 milioni,

  • civili polacchi – circa 2 milioni,

  • oppositori politici – tra 80’000 e 200’000 massoni, circa 7000 repubblicani spagnoli + numero incalcolabile di comunisti, socialisti e sindacalisti dei paesi occupati,

  • Testimoni di Geovacirca 5’000,

  • omosessualitra 15’000 mila ed un numero incalcolabile.

Tutte vittime della follia del nazifascismo e del razzismo, della paura del diverso. E noi ce ne stiamo dimenticando. Perché fortunatamente abbiamo leggi che puniscono il diniego dell’Olocausto e l’antisemitismo, ma ancora oggi stiamo a discutere su norme che puniscono l’omofobia o tutelano gli immigrati.

All’ingresso del museo di Dachau, si trova una scritta: “chi non conosce il passato, è costretto a riviverlo”.

Filippo Barbagli – @Filoppo

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