22 gennaio: e voi morireste per l’Europa?

Comincio con il porvi subito una domanda: quante cittadinanze avete?

Pensateci.

Beh, di sicuro, almeno due, se ne possedete almeno una di quelle dei 28 stati membri dell’Unione Europea. Perché in tal caso siete automaticamente titolari anche della cittadinanza europea. Questa non è un mero concetto ideologico e politico, ma è una realtà che ha valore giuridico secondo i Trattati, e comporta dei doveri e dei diritti (come quello di voto al Parlamento Europeo, considerate le imminenti elezioni).

I nostri antenati hanno combattuto per la libertà ed i diritti, i partigiani sono morti per ridare senso alla cittadinanza italiana storpiata dal regime fascista. Ed ecco la seconda domanda: voi oggi morireste, vi battereste per la vostra cittadinanza? Anche per quella europea?

Beh, paradossalmente può succedere che persone fuori dall’Unione si battano e muoiano per ottenere tali diritti, come hanno dimostrato i recenti drammatici sviluppi delle proteste in Ucraina. Euromaidan è iniziata due mesi fa opponendosi alla decisione del presidente filorusso Yanukovych di non firmare il Patto di Associazione all’UE (primo passo di un’eventuale adesione). Ed oggi è diventata la più grande manifestazione pro-UE della Storia. Dunque, una luce nel buio della crisi. Perché, se chi è dentro l’Europa pensa di uscire o ne vede solo gli aspetti negativi, chi ne è fuori comprende tutta la sua portata storica rivoluzionaria per il continente, la stessa che le ha garantito il Nobel. Non solo un marchio cool da stampare su tazze e biancheria intima, ma una vera comunità dove benessere, prosperità, pace e democrazia si sono rafforzate. Al contrario della Russia di Putin, sempre più zarista e schiava della Chiesa Ortodossa.

Gli Stati membri dovrebbero spingere l’UE ad essere più pressante e presente in Ucraina: Kiev è uno dei posti dove si gioca il futuro non solo dell’Unione, ma degli equilibri euroasiatici futuri, quindi del mondo. La strada alternativa all’UE è la dittatura, come ha dimostrato Yanukovych emanando leggi contro le manifestazioni. E la Russia non sta a guardare.

Non dobbiamo vanificare i sacrifici e le speranze di un’intera generazione.

@Filoppo

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