20 gennaio: poche ipocrisie sulle preferenze, per favore!

Dopo il famigerato incontro, sembra cominciare a delinearsi il nuovo modello di legge elettorale. Dalle indiscrezioni sembrerebbe trattarsi di un sistema proporzionale con assegnazione dei seggi a livello nazionale ma attribuiti in piccolissime circoscrizioni a livello provinciale; dovrebbe esserci un premio di maggioranza nazionale (pare sia alla Camera che al Senato, finalmente) di una certa entità per chi raggiunge almeno il 35% dei voti (non si sa se è previsto un ballottaggio in cui nessuno vi riesca).

Ma non intendo commentare questo schema, dal momento che le leggi elettorali si giudicano assolutamente dai dettagli ed è da quelli che dipenderà il giudizio finale sul testo (come ad esempio la sorte che toccherà ai piccoli partitini in coalizione che non riescono a superare le soglie di sbarramento: i loro voti conteranno o meno nell’attribuzione del premio? Risposta non secondaria, visto che da questa dipenderà l’ampiezza delle coalizioni, che in un caso saranno pigliatutti ed extra-large, nell’altro molto meno).

Ciò che mi voglio limitare a commentare è l’incredibile polemica che si sta sviluppando sul tema preferenze. Il nuovo modello sembra non prevederle, visto che le circoscrizioni saranno molto piccole, con liste cortissime. A chi già sbraita contro la mancanza del voto di preferenza, desidero ricordare 6 cose: 1) il voto di preferenza è un micidiale veicolo per il clientelismo ed il voto di scambio, specie al Sud; 2) penalizza storicamente le donne; 3) ostacola il rinnovamento parlamentare, perché favorisce la rielezione degli uscenti, che godono di maggiori visibilità e risorse; 4) unisce nel momento del voto la competizione intrapartitica a quella interpartitica, minando la coesione interna; 5) in tutto il mondo i sistemi con preferenze sono una esigua minoranza, un’eccezione; 6) siamo o non siamo stati noi italiani con due referendum nel 1991 e 1993 ad abolire a furor di popolo le preferenze per via delle loro degenerazioni? Beh, ce lo siamo già scordati? Memoria corta eh…

Twitter: FrancescoPigno

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