10 gennaio: Salvate il soldato professore

I meccanismi della costituzione democratica sono costruiti per essere adoprati non dal gregge dei sudditi inerti, ma dal popolo dei cittadini responsabili: e trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere.
Piero CalamandreiContro il privilegio dell’istruzione, 1946

Il padre costituente fiorentino sapeva benissimo che una “Repubblica democratica fondata sul lavoro” non avrebbe mai potuto camminare con le sue gambe senza una buona scuola, quella fucina di cultura che avrebbe formato i cittadini italiani di domani.

Oggi la scuola italiana non è una palestra della mente, è un campo di battaglia. Un campo minato dove greggi di alunni, troppo numerosi, vengono mandati in guerra in terreni accidentati che sono le aule fatiscenti, gli edifici fuori da ogni norma. In questa guerra della miseria si muovono i capitani, quelli sempre in prima linea: sono gli insegnanti. Il maestro è una figura antica, è il pilastro della società, l’esempio da seguire, la guida più importante dopo la famiglia. Eppure in Italia è il frustrato per eccellenza, l’insoddisfatto.Lo mandano in zone disagiate, dove la sua autorità è messa in discussione, gli tirano le orecchie si gli alunni sono somari, lo fanno valutare con le schede meritocratiche, gli dicono che 18 ore di lavoro sono poche (in realtà sono molte di più), ma sopratutto lo pagano poco. Guadagna meno dei colleghi tedeschi, francesi, inglesi, scandinavi e persino portoghesi e spagnoli; paga le tasse sempre più alte perché appartiene al ceto medio, eroe dell’austerità, che regge il peso dei conti pubblici.

Poi arriva un governo delle larghe intese che gli blocca l’unico emolumento all’onore, una specie di medaglia ai caduti dopo tanti anni di servizio, lo scatto di anzianità di 150 euro al mese. Gli intimano di restituirlo, manco fosse un evasore che ha occultato i capitali nelle isole Cayman. Poi fanno marcia indietro ma l’intenzione resta. Il maestro però resta lì, in punta di piedi offrendo allo stato il servizio più prezioso, la cultura e la formazione.

Salvate il soldato professore, eroe di un’Italia ignorante e speranza per l’educazione di cittadini migliori.

@TG_Filippone

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