24 Luglio: irriformabili

Stavolta quando Ezio Mauro si domanda su Repubblica, a proposito della riforma della legge elettorale, “perché il Pd non fa questa scelta, subito?”, ha ragione da vendere. Io proprio non capisco. E’ fin troppo evidente che il quadro politico innaturale in cui siamo immersi è dovuto a un’offerta politica insufficiente e a delle regole del gioco assurde. E’ quello che Bertinotti, nella sua lettera al Presidente Napolitano, finge di non vedere. Ma, offerta partitica da ristrutturare a parte, perché la legge elettorale è stata parcheggiata nella commissione dei saggi e non è invece la prima rivendicazione del PD? Perché il PD non impone il tema sull’agenda, dimostrando agli elettori che ci tiene, che vuole una riforma, che alle prossime elezioni intende restituire un voto decisivo in mano agli elettori, una reale possibilità di scelta? Perché non ci convince che modificare il porcellum è una priorità per restituire possibilità di scelta all’elettore e per vincere davvero le elezioni? Come scrive Mauro, il PD “ritroverebbe persino la sua opinione pubblica, sconcertata dallo scandalo Alfano”. Lo so che l’ho già scritto tante volte, ma proprio non capisco, non capisco, non capisco. Sarebbe tanto semplice…

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