Archivio mensile:luglio 2013

30 Luglio: the final countdown

Ci siamo. Tutti già lo chiamano il B-day. La Cassazione si riunisce oggi per decidere sulla condanna di Berlusconi a 4 anni di reclusione e 5 di interdizione dai pubblici uffici. Ma se davvero Berlusconi venisse condannato, quali sarebbero le conseguenze politiche di quel verdetto? Il leader del centrodestra verrebbe escluso dalla scena politica italiana – come giusta punizione laddove la verità giudiziaria lo rivelasse colpevole -, ma quale sarebbe l’eredità politica della condanna? Il rischio concreto è che si rafforzi la figura del martire, l’avversario che nessuno è stato in grado di sconfiggere politicamente, e di una giustizia che si è fatta supplente. Questa eredità potrebbe essere raccolta dall’erede di Berlusconi, qualcuno che, magari col suo stesso cognome, possa spendere l’immagine di un leader che non è stato sconfitto politicamente dal centrosinistra ma eliminato per via giudiziaria. La giustizia faccia il suo corso, ma una definitiva sconfitta elettorale del Cavaliere sarebbe certamente più auspicabile per il futuro.

27 Luglio: ultimi colpi di coda

Quello che è successo ieri in Direzione Nazionale PD ha dell’incredibile. La proposta Franceschini-Epifani di separare la carica di segretario da quella di candidato premier e di restringere il voto per il primo ai soli iscritti (e solo dopo aver concluso i congressi locali), sarebbe una scelta che decreterebbe la morte del PD. Del resto Franceschini – ricordate nel 2009 quello del partito aperto contro Bersani? – lo ha detto chiaro e tondo: non ha più senso “mantenere un partito improntato al bipolarismo”, meglio governare per sempre insieme ai nostri avversari. Alla fine siamo alle candide ammissioni: meglio governare con Berlusconi pur di mantenere la poltrona. Poco importa se il paese va a rotoli. Questo è quanto. Stiano attenti però, i Franceschini e gli Epifani, perché così facendo non fanno altro che rafforzare la spinta al cambiamento già in atto, un cambiamento che prima o poi li travolgerà.

25 Luglio: caccia ai nazisti

Oggi leggevo che in Germania è partita due giorni fa la cosiddetta “Operation Last Chance” – non è la prima, e non solo in Germania – finalizzata a scovare e processare gli ultimi criminali di guerra nazisti ancora in vita. Non sono molti, e tra questi alcuni non sono perseguibili per motivi di salute. Quello che mi chiedo – provocatoriamente – è: ha senso, per un’incontestabile bisogno di giustizia a fronte di quei massacri, andare a cercare e processare ex gerarchi nazisti ormai più che novantenni, a distanza di 60 anni, rischiando di far passare l’ottima giustizia tedesca come inefficiente, tardiva e vendicativa? Per la cronaca, io la mia risposta ce l’ho.

24 Luglio: irriformabili

Stavolta quando Ezio Mauro si domanda su Repubblica, a proposito della riforma della legge elettorale, “perché il Pd non fa questa scelta, subito?”, ha ragione da vendere. Io proprio non capisco. E’ fin troppo evidente che il quadro politico innaturale in cui siamo immersi è dovuto a un’offerta politica insufficiente e a delle regole del gioco assurde. E’ quello che Bertinotti, nella sua lettera al Presidente Napolitano, finge di non vedere. Ma, offerta partitica da ristrutturare a parte, perché la legge elettorale è stata parcheggiata nella commissione dei saggi e non è invece la prima rivendicazione del PD? Perché il PD non impone il tema sull’agenda, dimostrando agli elettori che ci tiene, che vuole una riforma, che alle prossime elezioni intende restituire un voto decisivo in mano agli elettori, una reale possibilità di scelta? Perché non ci convince che modificare il porcellum è una priorità per restituire possibilità di scelta all’elettore e per vincere davvero le elezioni? Come scrive Mauro, il PD “ritroverebbe persino la sua opinione pubblica, sconcertata dallo scandalo Alfano”. Lo so che l’ho già scritto tante volte, ma proprio non capisco, non capisco, non capisco. Sarebbe tanto semplice…

23 Luglio: moratoria su tutto

“Le iniziative legislative che ipotizzano una definizione di genere disancorata dal dato biologico, un reato anche per opinioni generali connesse al diritto naturale, diritti di coppia in contrasto con l’unicità del matrimonio, dividono la nazione. Per questa ragione proponiamo la moratoria legislativa su tutti i temi eticamente sensibili e, come tali, divisivi utilizzando questa legislatura per un approfondimento sereno su di essi alla ricerca di soluzioni largamente condivise che consolidino la base etica unitaria del nostro popolo“. Queste le parole – “politichese” puro – con cui alcuni parlamentari del PDL hanno proposto una “moratoria” su temi etici quali fine vita e coppie omosessuali. Ci risiamo, per tenere in piedi un governo che qualcosina ha fatto, ma molto altro decisamente no, si rinviano le decisioni sul fisco, si silenzia il dibattito sulle riforme istituzionali, non si possono sfiduciare ministri incapaci di dirigere i propri dicasteri, è vietato persino nominare la riforma elettorale, si ventilano rinvii congressuali, e adesso il parlamento si dovrebbe pure astenere dal disciplinare – finalmente – quelle cosiddette questioni etiche riguardo le quali siamo uno dei fanalini di coda in Europa? Bah.

22 Luglio: gli Uffizi non sono Ponte Vecchio

Oggi prendo spunto da una discussione nata qualche giorno fa sul gruppo FB del blog “Briciole Politiche”. Ho già espresso la mia contrarietà alla decisione dell’amministrazione fiorentina di chiudere al pubblico ed affittare per qualche ora Ponte Vecchio. Ma non capisco perché si voglia operare una similitudine con la possibilità concessa a chiunque ami l’arte e possa pagare per questo, di prendere in affitto, in orario di chiusura al pubblico, alcuni musei o altre località storico-artistiche. Le due cose sono profondamente diverse. Due brevi riflessioni. Primo, se è vero che dobbiamo tutelare e valorizzare il nostro patrimonio artistico, perché non concedere la possibilità a un privato che possa permetterselo e sia interessato a farlo, di contribuire? Secondo, se è vero che è la povertà che dobbiamo combattere, e non la ricchezza, perché si critica una scelta come questa che non solo non arreca alcuno svantaggio alla cittadinanza in genere ma anzi permette – in prospettiva – di rendere economicamente più vantaggiosa la fruizione delle località storico-artistiche in questione? Un ponte è un luogo pubblico; un museo un luogo aperto al pubblico. Distinguiamo, ragioniamo e valutiamo attentamente costi e benefici.

18 Luglio: the winter is coming

Eccoci qui, a raccontarci l’ennesima spaccatura interna al PD, stavolta riguardo al voto di sfiducia individuale sul ministro Alfano per il caso Shalabayeva. Fermi un attimo: sbaglio o il PD optò – giustamente -, neanche un mese fa, per le dimissioni di un proprio ministro reo di aver “imbrogliato” lo Stato sul pagamento dell’IMU per la propria abitazione/palestra? E adesso che fa? Non vota la sfiducia su un ministro dell’interno nella posizione in cui si trova Alfano? Ripeto quello che dissi a proposito della sospensione dei lavori parlamentari una settimana fa: un conto è fare un governo col PDL per il bene del paese, un altro è sottostare ad ogni vergognoso ricatto, contravvenendo ai più elementari obblighi istituzionali. Fortuna che Renzi (pardon, il Berluschino) – ma non è l’unico – si è schierato contro la decisione del partito. Quel partito che, ovviamente, lo critica perché berlusconiano infiltrato a sinistra. Qualcosa non torna, sarà il caldo. Un caldo ventennale. Ma manca poco a dicembre: come direbbe qualcuno, “the winter is coming”…

17 Luglio: tutti ar gabbio!

Stamani il garantismo e tutti i discorsi sul carcere preventivo lasciano spazio a una grande soddisfazione. Agli arresti tutta la famiglia Ligresti, che tanto male ha fatto al nostro Paese ed anche alla mia città con la schifosa gestione della Fondiaria, una delle principali risorse fiorentine ormai quasi persa del tutto. La speranza è che quel blocco di potere, politico ed economico-finanziario, stia davvero cominciando a sgretolarsi.